Autore: Ilaria DeBonis

La rabbia di Ahed

«Nulla di tutto ciò che Ahed Tamimi può aver fatto giustifica la detenzione di una sedicenne. Va scarcerata subito». La linea difensiva di Amnesty International per la ragazza palestinese in carcere dal 19 dicembre scorso, non ammette repliche. I minorenni non possono essere prigionieri ‘politici’. Punto. Eppure la Corte militare israeliana di Ofer ha prolungato per quattro volte di seguito la detenzione di Ahed, attivista adolescente, che mangia pane e resistenza da quando è nata. Non è corretto dire che Ahed è una ribelle: piuttosto lei e la sua famiglia sono dei ‘resilienti’ in Cisgiordania. C’è una bella differenza....

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Non solo Gerusalemme: gaffe e disastri di Trump in Africa

Che l’Africa non fosse una priorità politica o commerciale per il presidente Donald Trump lo si era capito ancor prima che venisse eletto. Ma l’atteggiamento strafottente e talvolta dichiaratamente anti-africano di The Donald va molto al di là di quanto immaginato. Non solo per le gaffe come quella sullo Stato africano inventato (l’inesistente Nambia, nominata da lui per ben due volte nel corso di una cerimonia ufficiale), ma anche per i ritardi nello scegliere i rappresentanti della Casa Bianca in Africa e i tagli a USAID, gli aiuti pubblici per la Cooperazione in Africa. Gli analisti e i giornalisti...

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RWM: la fabbrica di bombe che i cittadini non vogliono

Nel Sulcis Iglesiente, in Sardegna, un comitato di cittadini si batte per la riconversione della Rwm Italia, la fabbrica di bombe di Domusnovas, da industria bellica a civile. La loro idea ricalca quella della battaglia per la Valsella, che nel 1999 smise di produrre mine. L’esperienza Valsella insegna: trasformare una fabbrica di mine anti-uomo in un’azienda che produce pezzi di ricambio per le auto si può. Ci sono voluti anni, battaglie e ricorsi. Ma alla fine la riconversione c’è stata. «A Domusnovas, in Sardegna, sogniamo di fare una cosa simile». Quando parla del Comitato di cittadini di cui è...

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Mozambico, missionarie contro i “ladri di terra”

Da Avvenire del 20/10/2017, per il pdf clicca qui I campi di cipolle di “irmã” Izolde, fioriti ad agosto e più verdi a settembre, sono quasi leggenda a Nataleia, al confine tra Nampula e Niassa. La lattuga, la papaia e i maracuja spiccano come esplosioni di colore nella savana brulla e intensa. Siamo nel nord est del Mozambico rurale, dove la terra è preziosa quanto l’ oro. Se non di più. Suor Izolde Forigo, brasiliana, congregazione dell’ Immacolata concezion e, nonché ingegnere agronomo, vive in questo villaggio dal 1997. Nel 2007 fonda la scuola professionale di agraria per l’...

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I predatori della savana

Amelia Francisco ha 49 anni e sette figli. Per vivere coltiva manioca, fagioli e miglio in un piccolo campo di terra rossa, che qui chiamano machamba, a poca distanza dalla Agromoz, il gigante della soia. La terra di Amelia è un tutt’uno con la savana fitta di baobab e banani. Un paio di chilometri oltre, però, quella distesa alberata non c’è già più. Al suo posto, distese infinite d’erba d’un verde pallido: sono le coltivazioni di soia ancora in germoglio, destinate ai mercati europei. A farla da padrone nel distretto di Mutuali, nord est del Mozambico, è la Agribusiness...

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